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    °°che ce tocca vedé??°°

    Le persone come me, ragazzine un po' cresciute e nella media, senza studi di politica o giornalismo alle spalle, non possono pensare di proporsi per l'ormai tanto ambito ruolo di opinionista. In questioni come queste infatti si parla nella veste umile e ben poco pretenziosa di cittadini, di spettatori televisivi, di italiani. Ma si deve parlare, si deve. Quando si vede un programma televisivo cancellato all'ultimo, quando si assiste all'umiliazione pubblica del giornalista autore del servizio, forse vale la pena di soffermarsi. Perché in questo gioco perverso di accuse tra rossi e neri, manco fosse una rievocazione storica tra guelfi e ghibellini, quando i mezzi di informazione sembrano parlare con una sola voce, manco si trattasse di un revival, forse si perde di vista il punto, semplice e banale: che qui non c'entra nulla la politica ma la libertà di informazione. Quando si tratta di mafia ed antimafia, come si può sostenere di essere di parte? Mi indignerei del contrario. Sarebbe come dare del comunista anche a Salvatore Borsellino (che poi volere è potere..). I piccoli rattoppi televisivi (soffocamento di fischi di piazza, sillogismi (d)eludenti, rettifiche dalla sera alla mattina, improvvise amnesie e chi più ne ha più ne metta) non ci sorprendono quasi più ma questa è una mastodontica tirata di giacca. E finirla con il pubblico ludribrio non è certo un gesto di classe nè, me lo si consenta, bipartisan. Ora Piroso (che tanto sinceramente ti ho apprezzato come anchorman sarcastico e brillantemente pungente), quel servizio, pomo della discordia, fa gola più che un frutto proibito. La Resta in fondo non avrà detto nulla più di quel che un magistrato (quasi certamente comunista come il trend vuole che sia) non sappia già. Ma questa non è parzialità, è trasparenza. E perché un giornalista, che già di per sè non ha vita particolarmente facile, dovrebbe deliberatamente e pubblicamente diffamare qualcuno (oh suvvia, cavalier Silvio, bando le reticenze!)? Forse perché, nella sua condizione masochistica, gode nell'essere denunciato? Insomma Piroso, quel servizio, in quanto direttore, l'hai voluto tu ma forse poi, visto che il materiale raccolto era tanto e gravoso, non te la sei sentita. Capisco il dramma interiore ma sei un giornalista, di questi tempi per la vostra categoria è frequente sentirsi così. Le persone come me hanno apprezzato, pur essendoseli goduti poco, un Biagi e un Montanelli (giusto per essere bipartisan) e quel loro giornalismo signorile ed accanitamente sincero. Insomma, siamo seri, le persone come me si occupano di galline e per lo più si limitano a sfoderare il loro sorrisetto sarcastico di fronte a certe più o meno goffe trovate propagandistiche. Ma anche le persone come me sono cittadini, spettatori ed italiani (ed ancora -nonostante tutto- molto fieri di esserlo), non amano le cadute di stile, non amano i bavagli, non amano le prepotenze. Non lasciateci pensare che, quando il giornalista approda in tv, inizia il suo logorio morale. Pensate anche alla vostra salute e, cosa che non guasta, al motivo che vi ha spinto a scegliere una determinata carriera. E fatelo per noi, fate finta di rispettare la nostra intelligenza, la nostra capacità di farci un'opinione (ricordo ancora uno di quegli ometti del pdl affermare candidamente, a proposito del passato referendum sulla procreazione assistita, che era inutile votare perché tanto l'elettorato non capisce nulla di certi argomenti..). Mi piace infine chiudere così, con una citazione, la migliore delle citazioni a questo proposito, che poi rinfrescare la memoria non fa mai male.



    La Costituzione - Articolo 21

    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

    °°libero amore in libero amarsi°°

    "Per libertà s'intende genericamente la condizione per cui un individuo può decidere di agire senza costrizioni, usando la volontà di accingersi all'azione, ricorrendo ad una libera scelta dei fini e degli strumenti che ritiene utili a metterla in atto", così recita Wikipedia. Anche se la mia prima parola è stata "Pampo" (leggi "Lampo"), il cane dei miei nonni, "libertà" è sempre stato uno dei miei termini preferiti. Libertà di studiare, di uscire, di votare. Libertà di determinarsi, di scegliere per se stessi, di amare. Sì, amare. Non è un diritto nè un dovere, non è misurabile nè oggettivamente definibile. Amato ed odiato amare. Ebbene, la libertà di amare esiste e si manifesta ogni qual volta ti viene voglia di chiamarlo solo per dirgli quel che senti per lui per poi magari riagganciare subito dopo. La libertà di amare è farsi 16 ore di treno anche solo per un bacio, è lasciare che le proprie dita compongano parole che possano abbozzare quel sentire così immenso che ogni tanto ti fa mancare il respiro. Personalmente, ho sempre difeso la mia libertà d'amare perché le persone come me non riescono a rinunciarvici, adorano la follia del proprio sentire e non temono di manifestarla, si potrebbe arrivare a dire che vivono della spinta del loro stesso amare. Quando si arriva a trattere una telefonata per timore d'essere inopportuni, quando si arriva a rinunciare a salire su quel treno perché il gesto potrebbe essere interpretato diversamente da quel che era il vostro intento, ebbene proprio in quel momento state rinunciando alla vostra libertà di amare. Ed ora vi svelo una cosa: non pensate mai che la vostra libertà di amare possa limitare la libertà di qualcun altro, non è vero, vi hanno mentito. Riappropriatevi del vostro sentire, lasciatelo libero, non lo costringete nel vostro petto, appassirà. Amare, in fondo, è sempre la cosa più giusta che possiamo fare.




    °°aspettando il 25° giro di valzer°°

    E' tanto che non mi racconto a me stessa. In effetti spesso mi manca il tempo ma non certo per concedermi qualche svago su internet, tra quotidiani online, articoli di veterinaria e il campicello di farmville. Forse manca più il tempo di fermarsi, di trattere un momento il respiro e concedersi quell'attimo immobile. E pensare.

    Mi crogiolo in una calma instabile, sospesa tra sogno e reale, ambizione e fallimento, follia e razionalità. Contemplo gli anni su di me, sul carapace di Kitti, sui petali dei fiori che le mie mani hanno accarezzato. Danzo tra amore, abbandono e -forse- ancora amore e attendo i 25 giri di valzer del Sole sulla mia vita quasi come una sfida.
    Sarò pronta questa volta.


    Ad onor del vero, mi capita ancora di colmarmi di lacrime per ogni piccolo sussulto del cuore e spettacoli come le foglie ramate che cadono sull'asfalto piroettando nel vento mi fanno sempre salire i brividi sino alle guance. E ho scoperto di saper ancora piangere e ancora amare oltre ogni possibile confine di tempo o di spazio, di credere ancora in una casetta con la cucina un po' rustica e le erbette aromatiche. Ora so di saper lottare per i miei obiettivi, di sapermi rialzare e ricominciare.

    Fondamentalmente so di non aver capito nulla del vivere ma so di farlo in modo pieno e totalizzante, anche quando passo i sabato sera con un libro in mano, quando mi si fermano le lacrime in gola nel vedere un tulipano di legno, nelle risate con le amiche di sempre e il professore di fisica a cui ormai dai del "tu", nelle reciproche paranoie telefoniche con la mia dolce dai boccoletti ebano, in un piccolino che tenta di reagire alla malattia.

    Perché questa è la vita che mi sono scelta e sono pronta a rifarlo.
    Questa volta sono pronta.


     

    ciao alda..

    "Sono folle di te, amore
    che vieni a rintracciare
    nei miei trascorsi
    questi giocattoli rotti delle mie parole.
    Ti faccio dono di tutto
    se vuoi,
    tanto io sono solo una fanciulla
    piena di poesia
    e coperta di lacrime salate,
    io voglio solo addormentarmi
    sulla ripa del cielo stellato
    e diventare un dolce vento
    di canti d'amore per te".




    °°12 annuzzi.. tanti auguri kitti bouffe!°°

    12 anni ed una ventina di centimentri di piastrone.
    Conteggio il tempo sulla mia pelle raccogliendo le tue scaglie che si accartocciano come foglie al sole, numerando i tuoi risvegli che seguono il freddo riposo invernale.
    12 anni insieme, ovunque, fedele (anche se non troppo paziente) compagna di viaggio.
    Metà della mia vita insieme a te, indissolubilmente legata a ricordi che permangono come solchi nella memoria.
    Ancora ho in mente quando, piccolissima, ti sei addormentata nel taschino della mia camicia o quella volta che hai troncato di netto l'unghia all'Ale.
    E quando ti addormentavi tra le mie mani dopo aver preso qualche morso da Chicca, quel Piombino-Milano in pullman con quel tipo assurdo.
    Giordi poi, non mi riesce di dimenticarlo, ti adorava, restava sempre affascinato dalla tua istintività di predatore che conviveva bonariamente con goffaggine ed affabilità.
    E ci sei stata sempre, mi hai vista crescere, cadere e lottare, così come io ti ho vista diventare il piccolo alligatore che sei oggi.
    Perché sì, oggi Kitti Bouffe, la mia Kitti, compie 12 anni ed un pesciolino di buon compleanno non glielo leva nessuno.



    °°premio laurentum - sei corde - chiara pelliccia°°

    Sei corde
    di Chiara Pelliccia


    Se fossi per te corda,
    se la mia carne si prosciugasse
    a diventar arido legno.
    E se poi sul ventre mi gonfiassi
    fino a per risuonare,
    incuranti, le tue note.
    E se poi fossi per te melodia,
    per te, melodia,
    non mi resterebbe altro
    che svegliarmi.





    (forse sarò stata in grado di imbarazzare l'autrice ma ciò che sul web è pubblico e da me gradito è facilmente soggetto al mio copia&incolla; mi riservo l'accortezza -per quanto a malincuore- di non attribuirmi la maternità di questi versi..)

    °°il ranocchio coduto e la coccinella paffuta - documentazione di un delirio farmacologico°°

    C'era una volta Muammi e viveva nel Paese dei Ranocchietti, dato che lui stesso era un ranocchietto. Solo che Muammi in più aveva il codino e tutti i suoi amici ranocchietti lo prendevano in giro.

    Un giorno un ranocchietto dispettoso legò un bel fiocco rosa al codino di Muammi e questo non riusciva a spiegarsi perché tutti, guardandolo, scoppiassero a ridere. Quando poi si accorse del fiocco rosa sul suo codino, saltò via tutto imbarazzato a piangere vicino ad una pozza.

    Ad un certo punto sentì gridare: "aiutami ranocchietto!". Era la coccinella Gnammi che stava annegando. Ora Muammi era sì un ranocchietto ma aveva tanta paura dell'acqua scura e quella pozza era un po' troppo fangosa per i suoi gusti. Così immerse il suo codino nell'acqua e Gnammi vi si aggrappò. "Oh, sei il ranocchietto coduto più eroico che abbia mai conosciuto", gli disse lei, tutta emozionata.

    E così si innamorarono ed ancora oggi vivono felici e contenti nonostante ogni tanto Muammi tenti di papparsi Gnammi ma -si sa- in fondo è pur sempre un ranocchietto e lei lo ama così, con tutto il suo codino.

    °°l'ulisse del 1* luglio - e joyce non me ne voglia°°

    "Dunque, il vestitino blu: è carino e non eccessivo, ci sta, ma i capelli non so. Che poi, insomma, è una birra. A maggior ragione. No. Bocciato il vestitino. Jeans e maglietta, magari un po' carina ma nulla di più. E capelli tranquilli, nulla di particolare. Va bè, il fiorellino sì, immancabile. In fondo, la prima impressione resta sempre e tanto vale che gli resti io. E anche meno trucco. Va bene dai, tanto è solo una birra. Caldo. Gente. Non voglio arrivare in ritardo già la prima volta, sembra si sia fatto una buona opinione di me, non è il caso di gettarla subito alle ortiche. Mi metterà in difficoltà, me lo sento. Ed io di nucleare non so nulla, l'ho anche candidamente ammesso. Lau', è una birra, che diamine. Sì ma tutti quei messaggi. E le telefonate. E il mare la sera. E il Puck. E come lo saluto? Sì bè, mi presento. Sì ma io non ricordo la sua dimostrazione dialettica per negare l'anima, potrebbe sempre interrogarmi. Che se ci penso mi viene un po' da ridere. Ma che tipo. Dormire di giorno e svegliarsi di notte. E rimanere bloccato in un angolo della casa lavando per terra. Dai, è simpatico. E saccente. Ma scrive bene. Oh sì, molto. Non poteva non affascinarmi. Una birra, una birra. Oh, anche un pelino in anticipo, questo non è proprio da me. Dunque, turisti, turisti, Barcaccia, turisti, scala, turisti, turisti, Trinità. Oh bè, tanto vale che aspetti l'ora e lo chiami. Ok, lo chiamo. Dev'essere ancora in metro. Amen. Gli scrivo. Oh sì sì, due sconosciuti che giocano a "dov'è Wally?", si prospetta divertente. Solo che la sciarpa del Bari dava una certa visibilità ed io mi sono messa pure in un angolino. Babington è così rassicurante. Chissà quanto costa un the con i pasticcini. Il telefono. E' lui. Oh certo, e c'è gente, e come sei vestita, e ma io sono arrivato in anticipo e mi sono fatto un giro, certo. Oh.. un fiore.."

    No, non si fraintenda, questo non è affatto un punto. E' solo che, nel momento in cui mi sono voltata, quelle vocine si sono messe a sibilare freneticamente, tanto che non le ho seguite più ed arrivavano al mio orecchio come pizzichii d'arpa.

    Non ricordo di cosa abbiamo parlato e non ricordo che vino ho bevuto (sono quasi certa fosse un rosso, lui una Peroni Riserva). So che ci siamo -ripetutamente- persi. O ci siamo trovati (di colpo vederlo spaesato lo rese più vero e lo vidi davvero).

    Ed anche oggi che non mi è possibile starti vicina, anche oggi che trattengo un bacio prima di addormentarmi, anche oggi come quella sera io mi infilo tra le tue dita. Ed ora sì, sèrrale perché io son per te.

    Buon compleanno, sweet. Con tutto il cuore.

    °°un lieve vento accarezza il naviglio°°

    Alzaia Naviglio Pavese. Compleanno di una delle mie più care amiche di sempre. Per l'occasione indosso il mio nuovo vestitino giallo che fa tanto estate ed ostento -menzoniera- sicurezza sui tacchi. Arrivo e lei non c'è. In compenso la cameriera mi indica il tavolo prenotato al quale sono già seduti alcuni suoi amici. Sapevo che, a parte lei, non avrei trovato alcun viso noto. E tanto meglio. Mi siedo, mi presento ed inizio a fare conversazione senza neppure arrossire o abbassare il mio sguardo, com'è tanto da me in simili occasioni. Invece no, perfettamente a mio agio. Arrivano sempre più persone, il discorso si amplia, si inzia a ridere e parte qualche battuta quasi confidenziale. Oh, mi diverto.. Sono tutti così diversi, dai 20 ai 35 anni circa, dall'avvocato allo studente liceale, milanesotti doc, baresi trasferitisi da poco nella "city" e un buon quartiere di Rozzano (per tutti i gusti insomma..). Ognuno mi racconta qualcosa di sè, con il suo accento caratteristico, ed io assorbo tutto, mettendo al contempo alla prova la mia versatilità. Li adoro. Poi conosco lei, piccolina, occhi grandi e capelli corvini. Mi dice che le ispiro simpatia e che ha un po' bevuto. Mi parla delle sue delusioni in amore, della sua famiglia, dei suoi amici che considera al pari di fratelli. Sorride molto e ha un tono di voce deciso. E poi prende a raccontare di quella sua vita, così fragile, dei ricoveri, delle terapie in ospedale. E solo allora capisco davvero. Prima ch'io vada via mi bacia e mi dice: "tu ti ricorderai di me". Mi viene spontaneo accarezzarla leggermente con il dorso della mano e, sorridendo appena, le rispondo: "senza alcun dubbio". Non sapevo ancora che quella stessa mattina un altro amico, dopo troppo soffrire, ci stava lasciando ma uscendo da quel locale ieri sera mi sono sentita stranamente colma di vita , come quando hai tra le mani una di quelle sfere di vetro con dentro la neve e temi che possa sfuggirti dalle dita. Perché la nostra occasione è adesso e non possiamo permetterci di rimandare oltre, perché vivere è un diritto ma anche un dovere nei confronti di se stessi e di coloro che, loro malgrado, hanno già ascoltato la propria sentenza.
     
    Io non dimenticherò, è una promessa.
     

    °°il principe azzurro? per me basso e villoso, please - piccolo sfogo femminile°°

    In un simposio interiore, mi ritrovo a pensare all'Amore e -ahimè- ben distante dall'adorato Socrate, non vedo metà mele rotanti su se stesse alla ricerca del proprio complementare. No, due orecchie lunghe ed un musino baffuto terrebbero cattedra molto meglio di qualsiasi uomo in materia d'Amore.

    Lui non tenterà di cambiarvi e vi guarderà sempre colmo di ammirazione, anche con l'aspetto "nature" del primo mattino, anche dopo anni di vita insieme.

    Lui non vi farà mai del male volontariamente ed anzi si sentirà sempre in dovere di difendervi ed asciugherà le vostre lacrime come il migliore degli amici.

    Lui non vi incolperà mai di nulla ed anzi per ogni vostro attacco di collera si chiederà dove ha peccato.

    Lui non potrebbe neanche lontanamente pensare ad un'altra e non vi lascerà mai.

    Lui vi amerà candidamente, nell'unico modo puro che ormai esiste d'amare.

    Quindi mie care, quando piangete e sentite il vostro cuore farsi piccolo piccolo, non disperate perché il principe azzurro esiste e potrebbe anche essere molto vicino a noi;)



    °°alone in the dark°°

    Mare, profondo e nero, gonfia il mio cuore, onde di tenebra nelle mie vene.

    Pulsa al ritmo dei secondi che premono sulle tempie come macigni, colma i polmoni, lascia appena respirare.

    Mare, enigmatico e malinconico, lo sento arrivare alle dita.

    Lacrime di miele si fermano sulle mie ciglia e non cadranno.


    No, non cadranno più.





    °°e così il mio pisinìn è volato via..°°

    Ricordo bene il nostro primo incontro: tu eri quel leprotto che correva come un matto e tirava le orecchie agli altri. E così sei rimasto: un leoncino che non ha mai smesso di lottare anche nelle brutte malattie, che ringhiava quando si innervosiva, che faceva la pipì sul tappeto quando, a suo dire, non gli si dedicavano abbastanza attenzioni. E ricordo il tuo girare intorno ai piedi, i tuoi bacini sul naso, i tuoi colpetti di muso.. Sei stato semplicemente unico, colmando quasi 6 anni della mia vita di una gioia immensa, gioia che ben pochi sono mai riusciti a farmi provare. E così stasera quel male ha vinto e ti ha portato via dalle mie braccia. E questo mio inarrestabile fiume di lacrime non esprime che un infinitesimo di quanto mi hai dato. Il "papà" di Protty ha scritto: "i conigli non muoiono, spiccano il balzo più elevato verso la luce. Popolano altri mondi." ed in effetti solo chi ha avuto la possibilità di vivere con queste splendide creature, piccole, morbide, libere e regali, sa che i conigli non sono di questo mondo.
    Dolce notte piccolissimo mio e grazie per ogni singolo istante..

     
     

    °°perché mamì è mamì°°

     
     

    ..ciao diana..

    Il Paradiso
    Marco udì solo un gran rumore, poi vide buio e poi una gran luce...strano! Era uscito in auto per un appuntamento, era tardi e cercava di fare in fretta, ma capì che non sarebbe mai arrivato, il luogo in cui ora si trovava era del tutto diverso da quello dell'appuntamento di lavoro! Una strada bianca, assolata, polverosa, ma ai lati i campi erano verdi, ondeggianti di spighe e c'erano quei papaveri e quei fiordalisi, ormai scomparsi...il sole era alto ed emanava calore, ma non si sudava, c'era solo un'atmosfera piacevole, quella che si trova nelle calde primavere in cui tutto profuma di fiori ed il cuore si apre alla speranza. Si incamminò, curioso, pensando all'incontro di lavoro, ma quasi, quasi, contento di quell'inaspettata vacanza. Era tanto che sognava un po' di riposo! Aveva corso tutti i giorni dietro ai clienti, ai fornitori, alla merce ed ora quel sole, quella strada di campagna sembravano un balsamo per le sue ferite. La strada si snodava leggermente in salita verso una collinetta baciata dalla luce, fra alberi in fiore, bianchi, rosa, gialli, una meraviglia...Marco si sentiva quasi commosso da quello splendore e piano, piano dimenticava gli impegni che tanto lo avevano preoccupato. Si inoltrò fino a trovare un cancello, di ferro battuto, bianco come la neve, ben tenuto, chiuso; al di là si intravedeva un giardino lussureggiante, un prato verde smeraldo, tante corolle che emanavano un profumo che persisteva nell'aria. Il ragazzo si guardò intorno, cos'era tutto quello che vedeva? un sogno? Un campanaccio di ferro attaccato ad una catena fungeva da campanello, niente elettricità in quel luogo! Provò a farlo tintinnare, il suono era cupo, ma potente...Vide avvicinarsi un Vecchio Signore dai capelli tutti bianchi, si appoggiava ad un bastone, camminava lentamente, ma il passo, nonostante il bisogno di un appoggio, era sicuro.
    " Buongiorno!" gridò Marco, " mi scusi, sono arrivato qui senza sapere come, ma dove mi trovo? Ero in macchina, stavo correndo ad un appuntamento per il mio lavoro e poi...eccomi!"
    Il Vecchio lo guardò con gli occhi dallo sguardo dolcissimo, infondevano serenità e pace, aprì lentamente il cancello che cigolò, evidentemente veniva aperto poche volte...
    " Entra" gli disse "ti aspettavo!"
    " Ma chi sei?"
    " Chi sono non importa, lo capirai... "l'Anziano lo guardò, lo invitò a sedere sul prato " Sei arrivato qui perché era il tuo destino già stabilito ed io ti devo fare qualche domanda, ma non temere..."
    Marco era stupefatto, qualche domanda? Cosa aveva fatto? Per quale ragione il signore canuto lo doveva interrogare? A scuola aveva sempre avuto timore delle interrogazioni ed ora ripercorreva con la mente gli attimi alla cattedra...ma via, qui non c'erano cattedre!!!!
    " Sei stato sempre attento a non gettare rifiuti per terra?"
    " Certo, mi sono sempre preoccupato di trovare un cestino..."
    "E ...hai fatto male a qualche animale selvatico per il tuo comodo?"
    " Ma no, sono sempre stato attento a non accendere fuochi, a non lasciare in giro cose pericolose, non ho mai gettato immondizia in mare, anzi, se trovavo dei sacchetti di plastica, li tiravo a riva e li mettevo nel bidone della spazzatura..."
    " Bravo, hai fatto bene! Ma dimmi, hai dato cibo agli uccelli in inverno quando nevicava?"
    " Come no? Avevo messo una mangiatoia sul terrazzo ed un abbeveratoio, venivano a mangiare e bere e fare il bagno...stavo attento a rifornire spesso di cibo..."
    " Andavi a caccia?"
    " NO, assolutamente, sono contrario ad uccidere indiscriminatamente creature innocenti..."
    Il vecchio scosse la testa " Lo so, lo so, ti conosco, ho seguito la tua vita, ho visto il tuo amore per gli esseri viventi, le domande sono solo un pro forma...
    Vieni, entra, troverai una sorpresa per te e sarai contento..."
    Marco seguì il Signore dai capelli candidi in mezzo all'erba più verde che avesse mai visto...poi insieme a lui attraversò un ponticello di legno vecchio su un ruscello limpido che gorgogliava fra le rocce...si sporse a guardare l'acqua, era fresca e rumorosa e si dirigeva a valle verso un lago trasparente su cui volteggiavano uccelli acquatici.
    All'improvviso sentì un flebile miagolio, guardò e scorse il suo Bambi e poi Romeo e Mirta, lì nell'erba,  gli erano corsi incontro....li prese in braccio piangendo, come aveva sognato di rivederli, come lo aveva sperato nel momento in cui lo avevano lasciato...! Ed erano lì accanto a lui, felici, lo riempivano di bacini, di fusa...il Vecchio li guardava sorridendo e solo allora Marco vide che nel cielo c'era un arcobaleno meraviglioso dai colori fulgenti e che l'Anziano Signore era circondato da un alone di luce...

    Diana Macchitella

    25 gennaio 2009

    °°il partito che cambierà la storia - casafreccia°°

    PisiBunny, insigne politologo,
    augura buona Liberazione a tutti




    °°perché non si può negare a se stessi consapevolmente di illudersi di sogno°°

    Primavera colma di lacrime di cielo, statica nebbia avvolge il reale, così malinconicamente confortante. Troppi sentieri di pensieri, tortuose spire d’anaconda dall’occhio di vetro. E dunque avvolgimi Milano, uniformami, confondimi, annullami. Mi riscopro saccente e presuntuosa nel mio sogno di reale, nell’accettarlo in quanto tale, sogno. Io che vivo di sentire, io che amo e che credo che sia in assoluto ciò che mi riesca meglio. Io che mi ritrovo periodicamente a fare i conti con un reale che non mi appartiene, che nego, che rifiuto. L’errore è considerare reale il proprio sentire, trasporlo, quasi dandolo per scontato, pensare che è nella natura degli esseri senzienti sentire, anche contro se stessi. Ma questo, mi son sempre detta, questo è vivere. Ed ora mi ritrovo a giocare una partita a scacchi con il reale senza la regina, sapendo bene che perderò ma con quell’ostinata prepotenza di chi non vuole ammetterlo a se stesso. Perderò perché questo è il reale ma in fondo l’uomo si abitua a tutto, anche al reale. Solo che io lo accetterò fingendo e persisterò nella mia folle ed inutile esistenza al massacro d’emozioni. Ed amen.

    °°venghino siòri venghino°°

    Ebbene sì, si chiude il superfescionfeisbuc e si torna al buon vecchio blog, che poi non si dica che non sono lunatica. Mi sono regalata un vestitino nuovo al mio confettino rosa che ora come ora non è più molto rosa ma fa molto più casetta del bianconiglio. E che dire? Solita vita ma tanta tanta vita.. Il wi-fi mi permette una scrittura al sole (o meglio all'ombra della yucca - lo sottolineo per chi mi conosce e già si immaginava un'insolita Lau' abbronzata..), melodie di passeri e candore di azalee appena sbocciate. Respiro a pieni polmoni la primavera, sorrido per il mio dolce pre-pasqua, sospiro per questi otto mesi e lancio sguardi di sfida al volume che ho sotto il naso, come chi, con fierezza, cerca il suo riscatto. La felicità ora come ora è la vita che inizia a prendere una forma, uno scopo un po' più delineato, una vita a contorni meno sfumati, un po' più alla Manet e meno alla Monet, giusto per intenderci. Ora come ora la felicità è medicare l'airone ferito all'ala, è il biglietto del treno per poterlo riabbracciare, è aver scoperto cos'è un "professore-guida" ed averne uno davvero interessato al mio operato, è il batuffolo nel suo vaso-gioco che segue sonnecchiando ogni mio movimento, è Lisbona, è l'amica di sempre dai boccoletti ebano, è la folle platinata che si ritrova, è stare tanto tanto male e scoprire di sentire come non si era mai sentito prima. Ed io ora come sempre ammetto di non aver capito nulla sul vivere ma di una sola cosa sono certa: si vive solo nel sentire, sentire sino al culmine ed è questa la mia Felicità.
    Bentornati miei cari nella Casetta del Bianconiglio..

    °°a quoi sa sert l'amour?!°°